LINEA DI FUGA

scultura multimediale 2016
collezione Map - Museo Agro Pontino.

Ad un anno dall’installazione de L’ora del silenzio - quando due porte, inerti, ma alternatamente animate dalla proiezione della loro immagine prendevano vita sbattendo freneticamente e rumorosamente nel lucernaio del museo per una riflessione più trasversale sulla memoria – l’artista romano Daniele Spanò torna negli spazi del Map Museo Agro Pontino con Linea di Fuga, progetto site-specific, che porta a compimento un percorso iniziato nel 2013 per SEMINARIA, volto a reinterpretare l’immaginario storico ed architettonico della Torre medievale di Castellone di Formia (basso Lazio).

Ora, a Pontinia, quella riflessione si trasforma in scultura, definisce i propri profili nell’austerità di un parallelepipedo che rievoca per forma e materia i fronti delle architetture razionaliste delle nuove città di fondazione: un’apparente severità che, in realtà, non fa che inquadrare in due opposte finestre di travertino grezzo le infinite variazioni del paesaggio pontino, nelle differenti matrici di acqua da un lato e terra
dall’altro, il cui unico intento è far perdere lo sguardo all’infinito proprio verso quella linea di fuga.
A basamento dell’opera Spanò dispone una serie di pali in legno di eucalipto, elemento più che naturale naturalizzato: introdotto come piantumazione, durante e dopo la bonifica, per la notevole capacità di assorbimento ma soprattutto in funzione di fascia frangivento, è divenuto nel tempo parte caratterizzante del paesaggio rurale dell’Agro Pontino, e qui rievocazione di quelle migliare che tracciano i confini della città attraversando la selva e la palude in una serie di strade fra i due estremi dell’Appia e della Litoranea.
Nel continuo susseguirsi delle visioni di immagini, Linea di Fuga sembra voler innescare un processo di deterritorializzazione, restituendo una proposta mutevole del territorio, del tempo, della luce.

- Lorenza Lorenzon -